Anche gli angeli mangiano fagioli

Mr. Klevra e omino71 - mostra

Monitor P, dal 7 al 19 gennaio 2013
vernissage 7 gennaio 2013 (ore 18:00)  – finissage 19 gennaio 2013

Tiriamo un sospiro di sollievo. L’Apocalisse Maya non c’è stata. Tra le tante conseguenze di questo mancato appuntamento con la fine del mondo c’è che la SANCTA SANCTOROOM di Mr. Klevra e omino71 sarà visitabile ancora fino a primavera. A chi pensasse che il grande memento mori del navigato duo di street artist sia, passato il 21/12/2012, di scarsa attualità ricordiamo che il monito tempus fuggit rigurada ciascun individuo e non solo l’umanità nel suo insieme. Ognuno avrà la sua personalissima apocalisse un giorno.

Altra opportunità che il day after ci consente è poter annunciare che dal 7 al 19 gennaio alla visita della -1 art gallery al livello inferiore della Casa dell’Architettura (quello dei bagni, per chi non lo sapesse), potrà affiancarsi quella della mostra “Anche gli angeli mangiano fagioli”, una doppia mirabolante personale dei nostri due artisti, a cura di Giorgio de Finis, dove il pop la farà da padrone. Oltre alle rispettive scatole di fagioli, ci sarà di tutto e di più. Con le parole di Mr. Klevra, “l’idea è quella della faciolata alla romana, un vero e proprio guazzetto di ogni cosa possibile in un pentolone, con lo scopo di far capire che ogni superficie è potenzialmente un pezzo d’arte”.

“Quando un paio di mesi fa Giorgio ci ha anticipato il titolo della mostra – ricorda omino71 – non mi è sfuggito che l’icona per eccellenza della POP art (il barattolo della Campbell di Warhol) stava per compiere 50 anni, ma al tempo stesso mi è tornata in mente una conversazione fatta con lui pochi giorni prima, quando parlavamo della mia idea di NeoPOP fatta di tratti netti, campiture sature, colori brillanti e canoni di bidimensionalità, nelle quali l’immaginazione e la citazione colmano la mancanza di profondità e di prospettiva, in una sorta di “b-art” che richiama più l’idea del “Fagioli Western” dell’ormai troppo blasonato “Spaghetti Western”. Poi durante la Sancta Sanctoroom, “costretto” per giorni su una scala con il naso all’insù, quando l’entusiasmo mutava pian piano in insofferenza per muri, angeli, demoni, santi e compagnia bella, non vedevo l’ora di abbracciare nuovi progetti ed avere a che fare con qualcosa di diverso, insomma c’era una frase di Charlie/Bud Spencer di quel film che ben descriveva il mio stato d’animo: “Sentite, io non voglio passare il resto della mia vita a disegnare santi sui marciapiedi”.