L'Ordine di Roma non sta a guardare...

Riforma delle professioni

L'intervento - Riforma, l'Ordine degli Architetti di Roma non sta a guardare...

Il disegno di legge Mastella può essere una buona premessa per giungere finalmente a una riforma delle professioni nel nostro paese? Non è semplice rispondere a questo interrogativo perché il testo approvato dal consiglio dei ministri è, appunto, solo una premessa al problema, che lascia irrisolti i nodi cruciali della riforma rinviando la loro definizione ai decreti attuativi. Il principale difetto della proposta di legge è, a mio parere, nell'eccesso di delega che contiene e nella genericità del suo impianto. Ma nonostante ciò credo che alcuni principi di fondo siano sicuramente condivisibili e ritengo che a tali principi i decreti attuativi della riforma dovrebbero restare saldamente ancorati.

Prima di tutto è importante aver posto le premesse, almeno in via teorica, per scardinare il principio, che non ho mai condiviso, di blindatura degli ordini oggi esistenti.

Una seria riforma delle professioni, a mio avviso, deve rivedere radicalmente l'attuale assetto ordinistico, definendo con particolare rigore le attività professionali che esprimono interessi pubblici meritevoli di tutela, da disciplinare attraverso ordini. Non tutti gli ordini, albi e collegi oggi operanti rispondono a tale criterio e per molti di essi sarebbe auspicabile una trasformazione in associazioni professionali a libera adesione.

In secondo luogo non ho mai ritenuto un tabù inviolabile la possibilità (e la necessità) di accorpamenti tra ordini per professionalità analoghe, a patto che sia rideterminato con chiarezza e rigore l'ambito di attività consentito per effetto dell'iscrizione in una specifica sezione. Se finalmente nel nostro paese si facesse chiarezza sulle competenze professionali di geometri, periti edili, ingegneri civili e architetti ´junior e senior' non avrei difficoltà a immaginare un'unificazione in un unico sistema ordinistico articolato in sezioni.

Ritengo altresì che la possibilità di avere libere associazioni riconosciute anche per iscritti agli ordini, al fine di favorire l'identificazione di specifici profili professionali, sia un positivo arricchimento per i professionisti e non un pericoloso attacco al ruolo e alle competenze degli ordini.

Un ulteriore principio fondante della riforma che non deve essere smarrito è nella definizione della finalità degli ordini la cui azione deve essere sempre più volta a garantire gli interessi della collettività connessi all'esercizio nelle professioni consegnando loro una vera e propria funzione di authority.

È in tal senso che ritengo debbano essere interpretati i nuovi compiti che la riforma intende assegnare agli ordini, come quello della formazione permanente dei professionisti e della verifica della qualificazione e dell'aggiornamento permanente dei propri iscritti.

È sempre nella stessa logica che, in tema di deontologia, sono convinto debba essere ancor più accentuata la terzietà delle commissioni di giudizio, prevedendo, eventualmente, la possibilità che esse siano presiedute da un magistrato.

In materia di accesso alle professioni ritengo che vada eliminata ogni predeterminazione numerica ma che debba essere profondamente rivista la regolamentazione di esami di stato e tirocini. Di questi ultimi non mi preoccupa la durata ´non superiore a 12 dodici mesi' né la possibilità di effettuarli contemporaneamente all'ultima fase degli studi. Mi preoccupa, soprattutto per quanto riguarda la nostra professione, la possibilità, prevista dal disegno di legge delega, di sostituire il tirocinio con corsi di formazione organizzati dalle università, sulla cui capacità di garantire l'acquisizione di fondamenti tecnici, pratici e deontologici della professione nutro qualche fondata perplessità.

Molti dubbi, invece, suscitano i criteri generali che la riforma Mastella individua per disciplinare l'organizzazione interna degli ordini professionali.

Mentre condivido pienamente il limite di dieci anni per la durata temporanea delle cariche, credo che siano troppo vaghe, ancora una volta, le indicazioni sui sistemi di rappresentanza degli iscritti, sui meccanismi elettorali, sui rapporti tra ordini territoriali e organismi nazionali e sulle regole di democrazia interna degli ordini. In particolare suscita non poche perplessità sia l'attribuzione agli organi centrali di compiti di indirizzo e coordinamento (abbiamo sempre sostenuto che questi debbano avere un ruolo di raccordo tra ordini territoriali, e la differenza tra raccordo e coordinamento non è di poco conto) sia l'assenza, nel disegno di legge, di garanzie per un controllo democratico degli organi nazionali da parte degli ordini territoriali.

Supponendo comunque di voler attribuire agli organismi centrali un forte carattere rappresentativo e necessario che si costruisca con un sistema di trasferimento di deleghe dagli organismi periferici a quelli nazionali, che garantiscano il pieno esercizio democratico.

Da tutte queste considerazioni emerge chiaramente quanto sia difficile fornire una risposta perentoria al mio quesito iniziale. Questa proposta di legge delega non è né la peggiore né la migliore delle ipotesi di riforma delle professioni sin qui elaborate.

Quel che è certo è che l'ordine degli architetti di Roma, sulla base delle convinzioni che ho sin qui enunciato, intende portare un contributo concreto e diretto, e in tale senso abbiamo già cominciato a operare, sia nel corso dell'iter parlamentare della proposta Mastella sia, se si arriverà a un sua approvazione, nella fase decisiva di definizione dei decreti attuativi. (riproduzione riservata)

 

di arch.Amedeo Schiattarella, presidente Ordine Architetti P.P.C. di Roma e provincia
da Italia Oggi del 13.12.06

 

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16/12/2006 12.33: Riforma delle professioni?...a che o a chi serve?
Una legge scritta male che non cambia assolutamente il quadro sconfortante in cui versano le nobili ma bistrattate professioni degli architetti e degli ingegneri italiani.Un ribadire concetti già noti a sola tutela del potere degli ordini professionali,una nuova tassa quella dell’obbligo dell’assicurazione sui rischi professionali di cui dovrà esplicitamnte evidenziarsi il massimale nel disciplinare di incarico stipulato con il committente.Un penalizzare sempre più i giovani che dati i costi, al più prima di chiudere definitivamente partita iva e darsi alla più nobile professione di dott.ing.disoccupato,riusciranno a stipulare un’assicurazione con massimale minimo, avendo per giunta l’imposizione di comunicarlo al cliente così che questi giudicherà solo in base a quest’ultimo stupido e cieco parametro, biecamente di ordine economico.Nessun accenno alla ridistribuzione equa delle competenze, tutti possono far tutto,avere una laurea o un diploma rimane pressappoco la stessa cosa e le stesse lauree svilite e private di ogni contenuto culturale vengono lecitamente svendute in qualche anno con programmi ormai ai limiti del decoroso,la progettazione architettonica è ormai prerogativa di tutti i lavoratori del settore edile ossia un mare di gente…ne rammentiamo qualcuno per farci due risate?:geometri,periti agrari,periti industriali,architetti junior, ingegneri junior(le new entry),ingegneri elettronici, ingegneri chimici, ingegneri meccanici,ingegneri informatici,ingegneri aeronautici,ingegneri navali,ecc,poi finalmente quelli moralmente e culturalmente aventi titolo: Architetti,Ingegneri civili,Ingegneri edili, Ingegneri…4/s!Facciamo la somma ?A questo punto per concludere con le migliori risate proporrei un albo per le casalinghe lettrici di giornali di arredamento,perché non dare anche a loro l’abilitazione con relativo timbro e d iscrizione all’ordine?Sarebbe assolutamente in linea con le cosiddette convenzioni che alcuni enti stipulano con le Università.
Arch.Pasquale Giugliano

24/12/2006 12.06: con questo governo è inutile parlare
E' inutile cercare un colloquio con questo governo, basta vedere come si è comportato con le tariffe, non ha cercato nè voluto nessun, colloquio. Instaurare un dialogo è solo la "foglia di fico" di copertura del governo, per fargli diri "abbiamo ascoltato ed abbiamo fatto partecipare gli organismi interessati, ma tanto non contiamo nulla per loro, siamo solo il nemico da abbattere, i soliti evasori
eduardo li gotti

29/12/2006 17.37: titolo
GIRANDO SU INTERNET HO TROVATO QUESTA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE; perche' non si fa nulla su questo fronte? Grazie a tutti!!! ESTRATTO DA: www.ambientediritto.it Urbanistica e edilizia - Progettazione - Direzione dei lavori - Competenza dei geometri - Strutture in cemento armato. A norma dell'art. 16 R.D. 11.2.1929 n. 274 la competenza dei geometri é limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l'adozione anche parziale di strutture in cemento armato, mentre in via di eccezione si estende anche a queste strutture solo con riguardo alle piccole costruzioni accessorie nell'ambito degli edifici rurali o destinati alle industrie agricole che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone; invece per le costruzioni civili, sia pure modeste, ove si adottino strutture in cemento armato, ogni competenza è riservata ex art. 1 R.D. 16.11.1939 n. 2229 agli ingegneri ed architetti iscritti nell'albo. Sicché, tale normativa, non modificata dalla 1. 5.11.1971 n. 1086, che si limita a rinviare per gli ingegneri, architetti e geometri alla previgente ripartizione di competenza, implica che ai geometri non possa comunque essere affidata la progettazione e la direzione dei lavori di costruzioni civili comportanti l'impiego del cemento armato (vedi "ex multis" Cass. 28.7.1992 n. 9044; Cass. 19.4.1995 n. 4364). Pres. V. Calfapietra, Rel. V. Mazzacane. CORTE DI CASSAZIONE Civile Sez. II, 26/07/2006, Sentenza n. 17028
Arch. Moschetta

29/12/2006 18.45: Risposta all'arch. Moschetta
Laddove abbiamo notizie certe si interviene sollecitando le Amministrazioni al fine di ripristinare la legittimità. Esiste infatti una recente sentenza del TAR che sembrerebbe confortare la nostra posizione. In realtà il nostro obiettivo è quello di arrivare ad una legge della progettazione che superi il problema delle competenze dei tecnici diplomati e laureati, problema già presente dal '26 e che evidentemente ora la classe politica intende risolvere.
arch. Amedeo Schiattarella

30/12/2006 19.24: Geometri...no c.a. nemmeno di modesta entità
In risposta all'arch.Moschetta: effettivamente è così come dice anche il presidente arch.Sciattarella:La Corte di Cassazione, sezione II civile, con la sentenza del 26 luglio 2006 n. 17028 ha stabilito che la progettazione e la direzione di opere da parte di un geometra in materia riservata alla competenza professionale degli architetti o ingegneri sono illegittime,la cassazione ricorda ancora che la prestazione del geometra è illegittima anche se il progetto è stato contro-firmato da un architetto o ingegnere, ovvero questi ultimi abbiano redatto i calcoli strutturali poiché è il professionista competente che deve essere altresì titolare della progettazione, sul quale gravano le relative responsabilità ossia deve essere unico autore e responsabile della progettazione.In poche parole ai geometri né il progetto architettonico né quello strutturale e nemmeno la direzione dei lavori per opere in c.a anche se di modesta entità.Ci sono però almeno un paio di problemini da risolvere e ci appelliamo alla sensibilità del presidente arch.Schiattarella perché sia il nostro portavoce: Problemino n.1 purtroppo sia la legge che la sentenza di cassazione siamo solo in 3 a conoscerla in Italia ossia noi 3. Problemino n.2 con quel perverso meccanismo delle convenzioni le Università regalano lauree a ritmo frenetico per cui in un anno di semplici formalità, (i crediti per gli esami escono dalle bustine di patatine), qualsiasi geometra diviene ing.iunior o arch.iunior… la j viene dimenticata per strada e firmano qualsiasi cosa nonostante avessero le stesse limitazioni dei geometri ossia la famosa modesta entità. Cosicché quella dei veri architetti e dei veri ingegneri rimane l’unica categoria professionale di laureati in eterna concorrenza con i semplici diplomati. Mi sovviene spontaneo chiedere: avete mai visto un infermiere fare il medico o un diplomato fare l’avvocato?Ci aiuti presidente siamo ai limiti del grottesco.
Arch.Pasquale Giugliano

05/01/2007 18.22: CI AIUTI PRESIDENTE SCHIATTARRELLA!!!
Mi unisco al grido di aiuto dell' arch. Pasquale Giuliano: "CI AIUTI PRESIDENTE SIAMO AI LIMITI DEL GROTTESCO"!!! (i tre punti esclamativi li ho aggiunti io... :-)
Arch. Moschetta

08/01/2007 19.44: Riforma degli Ordini Professionali
Se si vuole procedere in modo serio e aggiornato ai tempi non possiamo assolutamente non considerare che siamo immersi fino al collo nella Unione Europea. Non capisco perchè dobbiamo recepire ed applicare molte regole ( una delle più importanti e significative è stata l'introduzione dell'Euro che ha ridotto di molto il nostro potere di acquisto e di fatto ha ridotto la nostra concorrenzialità all'estero) e non dobbiamo recepire le regole relative alla professione degli architetti degli altri paesi comunitari. Penso che sarebbe opportuno, e siamo già in ritardo, esaminare, unificare, mediare ed omogeneizzare a livello europeo le regole per creare un Ordine degli Architetti sovranazionale a cui si riferiscanoo tutti gli Ordini nazionali e Regionali e che questi possano tenere conto anche delle realtà locali. Esempio le tariffe minime non possono scomparire e non si puo', visto che siamo nell'Euro, avere tariffe povere e tariffe ricche a secondo di dove si opera.Potranno essere adottati dei coefficenti ma il tariffario di riferimento dovrebbe essere unico ed europeo. Anche le regole degli appalti dovrebberero essere unificate e standardizzate. Non possiamo più essere un frammento di Europa e i nostri Ministri devono cominciare a ampliare i loro orizzonti altrimenti sarà il caos e la fine delle nostre professioni. Mi pare che qui si applichino solo regole comunitarie comode per talune correnti politiche! Specialmente per i nuovi iscritti diamo loro strumenti unificati e riferimenti normativi e deontologici affinchè possano veramente lavorare e svolgere con dignità il loro lavoro sia in Italia che in Europa!! Poi se c'è qualcuno che saprà spiegarmi come si deve fare pubblicità di se stessi sarà il benvenuto! La pubblicità nella nostra professione si fa con le referenze maturate e non con dei depliant roboanti...insomma c'è molto da fare e se volete mi metto a vostra disposizione per dare il mio modesto contributo. Cordiali saluti e buon lavoro A.Pristerà
architetto Armando Pristerà

26/05/2007 12.22: geometra professione parallela?
...se esiste una legge chiara che definisce il ruolo professionale dei geometri; perchè questi continuano a firmare progettazioni "non modeste" e soprattutto strutture "non parziali" in CLS?... non riesco a capire come si possa svolgere illegalmente una professione... cioè mi spiego meglio, non riesco a capire come le pubbliche amministrazioni rilasciano permessi di costruire firmati da geometri!!!... gentili colleghi la nostra amata laurea a che cosa serve? E la Legge che dovrebbe tutelare le professioni? saluti a tutti i colleghi d'Italia
Arch. Stefano MARTINI

27/05/2007 13.04: Affronto alle Umane Intelligentiae
Cari colleghi è conquista intellettiva di tutti che il medico e l'infermiere, "de jure", svolgano nello stesso ambito, mansioni diverse. Anche rimanendo tra laureati si sà che la carie andrà curata dal dentista non dal cardiologo!Inspiegabile ed obbiettivamente comico è che solo nell'ambito edile non vi sia alcun controllo sulle professionalità. Sic stantibus rebus ecco la ragione della dequalificante edilizia che con bieca prepotenza sostituisce l'architettura rendendo ormai palesemente brutte ed invivibili le città italiane. Purtroppo le leve del potere economico di uno sparuto gruppo di redditieri del mattone finiscono per influenzare la dignità del nostro futuro, e gli italiani arrendevoli agnellini alzano bandiera bianca! In una società che ama definirsi civile l'importante onere della Progettazione Architettonica dovrebbe rimanere prerogativa di quei professionisti che culturalmente ne garantiscano la rispondenza a canoni qualitativi, estetici ed emozionali rispettosi delle umane intelligentiae. Errare è umano ma perseverare autem diabolicum…Riflettiamo!
arch.Pasquale Giugliano

15/06/2007 11.13: competenze
...è già le competenze tra architetti v.o. che si sono fatti un gran "culo"!!! scusate il termine e questi nuovi sono praticamente le stesse... bell'affare!!!! purtroppo le grandi opere di archittura o grandi progettazioni in italia sono privilegio di pochi... e gli altri? e quindi è solo un disastro praticamente un junior è architetto.... a che titolo? trovategli un altro appellativo!!!! parlando con un amico assistente universitario mi ha detto che l'universita' sta solo producendo "disegnatori veloci" ci saranno pochissimi architetti tra i nuovi.... bella cosa uguagliarsi ai disegnatori veloci.... che abbiamo studiato a fare 10 anni per laurearci in architettura perchè per fare un esame di restauro architettonico io ho impiegato 9+ mesi di serio lavoro e ora lo steso esame lo fanno in 3 mesi..... poveri noi del vecchio siamo tutti ritardati mentali?
A.F.

16/06/2007 08.14: I veri architetti e i veri ingegneri
Concordo con A.F., le statistiche nazionali dell'epoca parlavano chiaro: ci volevano 8/9 anni in media per un architetto e 7/8 anni per un ingegnere. Ma tutti tacciono, nessuno che rivendichi questa spiacevole verità! Sono anni di studio sottratti alla nostra vita che, a conti fatti, non servono a niente. Non vogliamo polemizzare con gli A. e .I. iunior (3anni), sono sicuro che se fossero al posto nostro, ci darebbero ampiamente ragione. Bisogna assolutamente dare delle limitazioni più visibili e meno risibili, 3 anni non possono paragonarsi a 9. Nella nuova riforma delle professioni i veri architetti ed i veri ingegneri, uniti, devono far valere la loro più che giusta causa. FACCIAMO SENTIRE ANCHE LA NOSTRA VOCE.
Arch.Pasquale Giugliano

30/12/2007 07.31: Denunce
La situazione non cambierà, nemmeno con le varie riforme. Ogni eventuale cambiamento o chiarimento sui confini delle competenze varrà solo per i nuovi diplomati/laureati, mentre i "vecchi" continueranno a fare ciò che vogliono. La lobby dei geometri è molto più potente e influente della nostra, questa è la verità. Gli Ordini professionali - conniventi - non fanno nulla, se non qualche deliberuccia che minaccia sanzioni "deontologiche" ai colleghi commissari che non sollevano il problema in sede di commissione edilizia, ma nulla più. Da parte mia ho ripetutamente inviato al mio ordine segnalazioni dettagliate su casi di esercizio abusivo della professione da parte di geometri, con tanto di fotografie delle opere e copia delle concessioni, ma il mio ordine non ha mai mosso un dito. Allora ho depositato numerosi esposti alla magistratura denunciando il reato di cui all'Art 348 c.p. dei quali ancora sto attendendo l'esito. Se noi architetti, invece di firmare i progetti e le lottizzazioni ai geometri in cambio di poche migliaia di euro, ci decidessimo TUTTI a tirare la testa fuori da quel buco in terra invece di lamentarci e basta, forse le cose andrebbero meglio e non staremmo qui a parlare del sesso degli angeli. E che non mi si venga a tirare fuori la storia che ci sono geometri piu' bravi degli architetti e che per questo possono fare tutto ciò che vogliono: per guidare un'auto ci vuole la patente, non serve spiegare alla polstrada che siamo degli assi al volante e che per questo motivo possiamo fare a meno dell'abilitazione alla guida... Un caloroso saluto a tutti. http://projectworkshop.wordpress.com
arch. Stefano Bongini

pubblicata giovedì 14 dicembre 2006

vedi anche:

Codice appalti, otto proposte di modifica

Intervento del presidente Amedeo Schiattarella

La Palisse e i minimi di tariffa

piccolo chiarimento

Via libera alla riforma delle professioni intellettuali

estratto comunicato stampa Consiglio dei Ministri

Emendamenti Ordini-Associazioni-Sindacati

Ddl Mastella - Riforma delle professioni

Quale sarà il destino degli Ordini?

Ddl Mastella - Riforma delle professioni

Riforma, muove il Governo

breve aggiornamento rassegna stampa

Sulle professioni si apre il dialogo

aggiornamento rassegna stampa

Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provinciaComune di Roma - Dip. III Politiche del Patrimonio