Via libera alla riforma delle professioni intellettuali

estratto comunicato stampa Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri riunitosi questa mattina ha dato il primo via libera al disegno di legge, proposto dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, "che delega il Governo a procedere al riordino dell’accesso alle professioni intellettuali, alla riorganizzazione degli ordini, albi e collegi professionali, al riconoscimento delle associazioni professionali, alla disciplina delle società professionali e al raccordo di tali disposizioni con la normativa dell’istruzione secondaria superiore e universitaria".

Alcuni capisaldi di questo intervento normativo sono:

  • libero accesso alle professioni, senza vincoli di numero (fuorché per le professioni caratterizzate dall’esercizio di funzioni pubbliche o dall’esistenza di uno specifico interesse generale, come quella notarile);
  • eliminazione dei vincoli territoriali nell’esercizio dell’attività;
  • libera concorrenza e possibilità di effettuare pubblicità dell’attività professionale quanto a costi, specializzazioni e servizi offerti, al fine di consentire all’utente una scelta informata;
  • abolizione dell’obbligo di tariffe minime (al cui ammontare verrà comunque posto un limite massimo), con garanzia che il cliente ne debba essere preventivamente informato;
  • tendenziale riduzione del numero degli ordini, albi e collegi professionali con la significativa novità costituita dalla previsione che gli stessi possano trasformarsi in associazioni professionali riconosciute di natura privatistica ma assoggettate al controllo pubblico (a tutela dell’importanza dei compiti demandati).

Altri punti salienti sono:

  • obbligo per il professionista di sottoscrivere un’assicurazione per i danni che potrebbe causare all’utente;
  • tirocinio limitato ad un solo anno con un equo compenso, con possibilità di svolgerlo anche in parte durante l'ultimo anno universitario ed anche all'estero ed eventuale integrazione con corsi di formazione;
  • riforma dell’esame di Stato per l’accesso alle professioni regolamentate;
  • revisione degli incarichi direttivi negli organi professionali, volti a favorire un ricambio generazionale;
  • iniziative a sostegno di giovani meritevoli (borse di studio, rimborso parziale costi di avviamento studio, collocamento presso studi professionali, etc...);
  • esercizio della professione in forma multiprofessionale (studi di architetti, ingegneri, geologi, etc...).

 

estratto comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.28
del 01.12.06

 

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  • DISEGNO DI LEGGE, presentato dal Ministro della Giustizia
    di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, Ministro dell'economia e delle finanze, Ministro per gli affari regionali, Ministro della pubblica istruzione, Ministro dell'università e della ricerca.
    Delega al Governo per il riordino dell'accesso alle professioni intellettuali, per la
    riorganizzazione degli ordini, albi e collegi professionali, per il riconoscimento delle
    associazioni professionali, per la disciplina delle società professionali e per il raccordo con la normativa dell'istruzione secondaria superiore e universitaria.
    [fonte: il sole24ore.com - formato .doc]


 

 

01/12/2006 22.40: film già visto
mi viene in mente un film dove De Niro diceva : "....sei solo chiacchiere e distintivo....." Più che la riforma la definirei lo sfascio degli ordini ( + lo zampino onnipresente dei poteri forti come quelli finanziari che non perdono occasione di arricchirsi .......) salut a tutt !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
arch. Flabiano

08/12/2006 08.12: Abolizione delle tariffe minime: gioco al ribasso
Professione è uguale a ricerca costante. La ricerca comporta tempo e reperire documentazione per l'autoaggiornamento. Tutto questo ha un costo. Perchè abolire le tariffe minime? Lo spirito della tariffa minima è quello di stabilire che al di sotto di determinate parcelle non si può andare se si vuole garantire un lavoro professionale dove il professionista risponde completamente del suo lavoro. Abolire le tariffe minime inaugura l'inizio di un gioco al ribasso adatto più al commercio che alle professioni. Mi sembra voler equiparare il lavoro professionale al lavoro di mediazione che il commerciante fa per il semplice passaggio della merce nelle sue mani e pertanto giusto in questo caso giocare al ribasso. Si tratta, nel commercio, di assottigliare i guadagni che peraltro non possono scendere al di sotto di determinate quote in quanto ci sarebbe remissione ..... Nel caso delle professioni cosa si assottiglia, la ricerca, l'autoaggiornamento? Questo il professionista non lo può fare. Ci rimette? Allora non conviene più esercitare la professione. Vogliamo rallentare, nelle estreme conseguenze, l'elemento trainante del progresso della nazione e cioè gli studi e la ricerca?
arch. Anna Messinese

pubblicata venerdì 1 dicembre 2006

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