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Il Piano Regolatore di Roma 1908 |
mercoledì 17 Giugno 2009 - ore 17.30
alla Casa dell'Architettura, Piazza Manfredo Fanti 47, Roma
♦ INVITO .pdf - 72 kb
Presentazione della ristampa anastatica del volume
IL PIANO REGOLATORE DI ROMA 1908
di Edmondo Sanjust di Teulada - Casa Editrice Università La Sapienza
Alla presentazione interverranno prof. Lucio Carbonara e la prof.ssa Falini, professori presso la facoltà di Architettura di questa Università, il prof. Ciardini, l’arch. Massimo De Vico Fallani, l’arch. Valerio Moretti, l’editore dott. Luigi Migliaccio, il libraio dott. Maurizio Piscetta.
Alla fine della presentazione, chiuderá la serata il gruppo di jazz
JUST FRIENDS GROUP Marilia Vesco_voce | Michele Liistro_pianoforte | Gianni Polizzi_contrabbasso | Paolo Rossi_batteria | Lino Monti_vibrafono
Il Piano Regolatore di Roma 1908
Come scrive lo stesso Sanjust nella relazione che accompagna il piano, il progetto definisce un complesso organico di proposte destinate a dare alla città di Roma un assetto razionale ed estetico.
Uno degli obiettivi principali dell’autore era quello di elaborare un piano urbanisticamente corretto e tecnicamente attuabile, unitamente alla possibilità di costituire un demanio di aree per l’esecuzione delle principali arterie, piazze e giardini.
Non secondario a tal fine è che il piano del 1908 è stato il primo progetto urbanistico romano redatto su una carta dotata di altimetria. Pertanto, è possibile il riconoscimento della morfologia e dell’idrografia dell’area urbana prima degli interventi edili.
Dal punto di vista strettamente urbanistico il piano introduce con chiarezza le tipologie edilizie abitative (fabbricati, villini e giardini) che avrebbero dovuto caratterizzare differenti zone urbane, e ne fissa i parametri dimensionali. Attraverso il rispetto dei tipi edilizi, secondo Sanjust, sarebbe stato possibile controllare la densità abitativa e dimensionare strade e servizi nei singoli quartieri.
La natura delle costruzioni, la distanza tra i fabbricati, i grandi viali alberati, unitamente al contenimento della proprietà privata attraverso l’esproprio, sono i principali caratteri perseguiti dal piano del Sanjust, che garantiscono il raggiungimento di un considerevole miglioramento della qualità urbana.
In considerazione del suo valore documentale, storico e urbanistico - evidenziato anche dalla riproduzione anastatica delle 12 tavole di grande formato del piano, con la presentazione da parte degli architetti Valerio e Alessio Moretti - l’opera si rivolge agli studiosi della città e del territorio, agli urbanisti, ai pianificatori, e più in generale ai cultori della storia di Roma.
