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Luigi Piccinato, nato a Legnago (Verona) nel 1899, si laureò in Architettura a Roma nel 1923, dando l'avvio sin dai primi anni, ad un'intensa attività didattica e professionale, orientata principalmente nel campo della sua precipua « vocazione urbanistica », ma anche architettonica e strutturale. Egli dimostrò subito, infatti, la sua estrema sensibilità per le matrici storiche del territorio, nell'ambito di ogni intervento su di esso. Così avvene fino dal '26, con uno dei suoi primi interventi con il Gruppo degli Urbanisti Romani, quando nel «contropiano» per Padova, egli chiese il «rispetto per quel minuto organismo tradizionale», che i secoli avevano affidato alla città, contestando ogni distruzione inutile e proponendo un « diradamento », laddove si chiedeva lo «sventramento ». Un tale rinnovamento nella impostazione dei problemi del territorio fu dibattuto ampiamente fino dal Congresso della FIHUAT, che si svolse in Roma nel '29 e divenne successivamente uno dei princìpi su cui si fondo l'Istituto Nazionale di Urbanistica. La sensibilità al tema ambientale, si riscontra, nell'urbanista anche quando affronta il tema architettonico. E' quanto Piccinato manifestò fin dalla progettazione della casa sui Monti Parioli e più tardi, nella realizzazione della villa Bossiner e dell'interessantissima Casa-albergo di Via Nicotera in Roma; ed è sempre una tale sensibilità ambientale che lo vide impegnato nella 1a Mostra I'oltremare a Napoli, in temi particolarmente vivi: dalle fontane dell'Esedra, al Parco faunistico, al Parco dei divertimenti.
Nell'ambito sempre di una sua vasta visione di soluzioni derivanti da una sintesi quotidiana di tutti i problemi urbanistici, fra i molti suoi interventi per Napoli, ci piace ricordare il progetto per la Stazione Centrale ed il progetto per il Concorso Nazionale per la Facoltà di Medicina e Chirurgia (premio IN/ARCH Domosic) dove esaltò particolarmente il problema dell'ambientamento.
II premio IN/ARCH Domosic fu assegnato all'arch. Piccinato anche nel '61 per lo Stadio Adriatico di Pescara.
Ma per ritornare alia sua «vocazione urbanistica », ricordiamo che nel '54 egli ricevette il Premio Nazionale Olivetti per l'Urbanistica, motivato fra l'altro dall'«equilibrio fecondo» con cui egli seppe cogliere «gli aspetti storico-problematici e creativo-pratici dell'attività urbanistica ». Fino dai primi progetti per il Piano Regolatore di Roma e dal Piano di Sabaudia o di Aprilia del 1933, che eseguì con altri professionisti, egli aveva infatti affrontato sistematicamente le esigenze sociali dei centri di vecchia e nuova formazione. Sabaudia nel '34 si manifestò subito come I'esempio più riuscito di impostazione razionale di problemi urbanistici e socio-economici per un centro di nuova formazione, anche perché allo stesso gruppo di progettisti venne affidata la realizzazione del nucleo del centro direzionale costruito quindi in sintonia con l'impostazione del Piano.
La creazione ex-novo di un centro abitato fu affidata all'arch. Piccinato in numerose altre occasioni, come ad Ezeiza, presso l'Aereoporto di Buenos Aires, laddove egli strutturo a quartieri unitari, un organico complesso urbano per 50.000 ab., o a Sierra di S. Luis in Argentina, dove realizzò un quartiere operaio destinato, al termine della costruzione della diga, a divenire un villaggio per vacanze, o ancora ad Atakoi, nei pressi di Istanbul, laddove creo un complesso di notevole importanza, destinato ad ospitare un nucleo abitativo per 60.000 ab.
La profonda conoscenza delle matrici storiche del territorio gli permise altresì di intervenire con raro equilibrio, nel delicato tessuto di numerosissimi centri urbani in Italia, ognuno di essi, come ben sappiamo, costituitosi con una propria stratificazione socio-economica e culturale del tutto singolare. Da Brescia a Matera, da Napoli a Roma, le sue analisi e le sue previsioni si sono sempre dimostrate profetiche, come pure la sua fama di grande urbanista lo ha portato ad affrontare temi internazionali prestigiosi, dal piano di Tel Aviv a quello di Skopje e di Burse, a quello di Istambul.
Autore di una vastissima serie di pubblicazioni e di studi nel campo dell'urbanistica, egli fu chiamato a tenere corsi e conferenze ad altissimo livello scientifico in numerose città, sia italiane che straniere, facendo parte contemporaneamente di Commissioni e Comitati di studio e partecipando a Congressi urbanistici nazionali ed internazionali. Membro di numerose Accademie e Istituti culturali italiani e stranieri, quali: l'Accademia Nazionale di S. Luca, l'Accademia Linguistica di Genova, la Deutsche Akademie fur Statbau und Landesolanung di Dusseldorf, fu Vice-Presidente dell'INU dal '52 al '69. "Professore emerito" dal '75, la sua carriera universitaria cominciò fin dai primi anni di laurea con la Libera Docenza in Urbanistica.
Dal '37 al '50 egli svolse attività didattica presso l'Università di Napoli, passando poi, quale Professore Ordinario di Urbanistica, alla Facoltà di Architettura di Venezia, dove rimase fino al '63, anno in cui si trasferì alla stessa cattedra della Facoltà di Architettura di Roma.
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